Gli anziani come risorsa: la centralità dei nonni nelle famiglie

La figura del nonno è per tutti noi fondamentale;  egli racchiude infatti la storia di intere generazioni e di ricche tradizioni familiari.

Chi  ha ( o ha avuto) la fortuna di crescere a stretto contatto con i propri nonni sa bene che essi  rappresentano una fonte di certezza e sicurezza per i bambini,  i quali richiedono costanti attenzioni da parte degli adulti.

Molti genitori sono spesso “distratti” ed eccessivamente presi dalle proprie incombenze per poter dedicare sempre le giuste attenzioni ai figli. Per questo motivo i nonni hanno un ruolo sempre più importante nella famiglia poiché, quando è necessario, badano ai nipoti. Il legame che si viene a creare tra nonno e nipote è speciale, e in qualche modo è destinato a durare per tutta la vita. Infatti, ogni persona che abbia avuto la fortuna di crescere accanto ai propri nonni possiede un bagaglio di ricordi che, anche in età adulta, diventa un luogo di rifugio nei momenti difficili: si tratta di profumi, parole, modi di dire, gesti che riportano alla mente quel calore di affetti incancellabili.

La tematica dei nonni baby sitters è, per cosi dire, tipicamente italiana. Il nostro è infatti uno tra i Paesi con il più alto tasso di anziani che si prendono cura dei propri nipoti. Si stima che in Italia circa il 33% dei nonni si occupa quotidianamente dei nipoti, contro l’1,6% della Danimarca o il 2,9% della Svezia. Si tratta molto probabilmente di una questione legata alla tradizione:  In Italia i nonni hanno sempre rappresentato quella figura su cui contare; si pensi ad esempio al piccolo universo della vita di corte o di quartiere, in cui i più anziani costituivano un forte sostegno alle famiglie e si aiutavano a vicenda;  in un contesto di questo tipo ci si conosceva tutti e spesso i bambini diventavano nipoti acquisiti di tutti.

Al giorno d’oggi  il ruolo dei nonni è importante anche da un punto di vista economico, come sostegno alle famiglie in cui i  genitori hanno situazioni professionali  incerte o con redditi che, in alcuni casi, non sono sufficienti a sostenere il costo (sempre maggiore) di un figlio. Tale aiuto economico fornito dai nonni talvolta è indiretto: grazie infatti alla propria presenza essi  vanno a sostituirsi alle baby sitters o agli asili-nido che con i loro costi elevati rappresentano certamente  una spesa importante per una famiglia.

Al di là dell’aspetto economico (che non va comunque trascurato) i nonni amano trascorrere il proprio tempo con i nipoti per ragioni d’affetto e anche per i tanti benefici che i bambini traggono dalla loro presenza; i nonni, infatti, grazie alla loro immensa esperienza possono costituire (assieme ai genitori) un’importante guida per i più piccoli.

Negli ultimi decenni poi l'aumento della longevità e il progresso della tecnica nel settore degli ausili per favorire la mobilità degli anziani (si pensi ad esempio ai mobility scooter, i montascale ecc) hanno contribuito sempre di più a rafforzare la possibilità degli anziani di essere presenti e di essere anche parte attiva nella vita dei propri nipoti.

CST MONTASCALE in prima fila al recente MEETING di formazione nazionale

Si è svolto nella cornice del Lago d'Iseo fra le colline della Franciacorta, in provincia di Brescia, il recente meeting di FORMAZIONE di Centaurus Rete Italia sul tema dei montascale e degli ausili per la mobilità.

All'evento erano presenti in prima fila per CST Montascale il direttore tecnico Gino Lucchini e il geometra Ermes Casanova, che hanno avuto così la possibilità di confrontarsi con i colleghi provenienti da numerose regioni d'Italia condividendo know-how e novità di mercato.

L'evento si è svolto come sempre in un clima conviviale e collaborativo fra aziende che da un lato costituiscono solide realtà individuali sui propri territori di appartenenza e dall'altro rappresentano i pilastri di quel grande Gruppo che si chiama Centaurus Rete Italia e che rimane ad oggi un unicum e un modello ineguagliato di impresa basata sulle persone, etica e competenza.

Anziani & mobilità: quando le proprie gambe non bastano più

L’orologio biologico di ognuno di noi scorre lentamente ma inesorabilmente e quando una persona arriva alla terza età si accorge di non essere più in grado di fare tante cose, o per lo meno non con il ritmo di un tempo.

Pulire casa, andare in montagna, recarsi a fare la spesa, sono solo alcune tra le (tante) attività che un anziano fatica a svolgere a causa dell’età.

Ciò tuttavia non significa che non esistano soluzioni ad hoc per i nostri cari, che permettano loro di muoversi in autonomia. Una tra queste è sicuramente quella costituita dal cosiddetto mobility scooter, più conosciuto come “scooter elettrico per anziani”.

Di che cosa stiamo parlando? Si tratta di un ausilio alla deambulazione che permette agli anziani di spostarsi autonomamente sia in casa che fuori. A seconda delle misure dello scooter (e delle esigenze del cliente) possiamo classificare questi mezzi in quattro categorie: scooter piccoli (da usare in casa), scooter medi (da usare nel circondario della casa), scooter grandi (per persone dotate di una certa stazza) e scooter speciali (i quali consentono di andare in fuori strada).

Ci sono però anche molti anziani poco avvezzi a tecnologie di questo tipo (o alla tecnologia in genere) e allora diventa importante pensare a soluzioni meno tecnologiche e, per così dire, più classiche. In tal senso sono davvero tanti gli anziani che si affidano al trasporto pubblico; essi infatti possono usufruire delle vantaggiose tariffe (varianti a seconda della città) lanciate da molte compagnie di trasporti.

Grazie a prezzi davvero convenienti, i nonni possono per esempio prendere il bus e recarsi dai nipoti, andare a trovare i parenti, andare a fare la spesa… insomma, dappertutto!

Specialmente durante il weekend, ci capita di vedere passare dei pullman carichi di anziani, diretti verso mete a noi sconosciute. Si tratta di mezzi che vengono periodicamente utilizzati per permettere a persone di una certa età di fare gite più o meno lunghe. Iniziative di questo genere hanno una duplice funzione: oltre a permettere all’anziano di recarsi in posti anche lontani, gli permettono di socializzare con gli altri coetanei, andando a contrastare la solitudine, problematica della quale (purtroppo) molti anziani soffrono.

Per anziani con problemi motori e/o disabilità di un certo livello, esistono dei servizi personalizzati che si possono prenotare tramite le associazioni di volontariato. Queste mettono infatti a disposizione dei mezzi (si tratta in genere di furgoni) speciali, dotati per esempio di pedana elevatrice, pavimento antiscivolo e altre misure di sicurezza appositamente studiate per anziani e disabili.

Tutte queste soluzioni ci fanno capire come spesso molti anziani tendano ad abbattersi alle prime difficoltà motorie, senza però prendere in considerazione la vasta gamma di possibilità che si presenta ai loro occhi. Parliamoci chiaro: un atteggiamento di questo tipo è assolutamente normale, dal momento che tutti quanti noi vorremmo essere sempre atletici e al top della forma. Tuttavia, quando ciò non è più possibile, bisogna avere la maturità (e forse l’umiltà) di riconoscere i propri limiti e di non forzare il proprio fisico più del dovuto, poiché agendo in questo modo finiremmo solo col fare del male a noi stessi e a chi ci ama.

Disabilità e progresso medico: alcuni esempi di studi promettenti

Il cosiddetto peso globale della malattia, locuzione di ideazione anglosassone, sta ad indicare l'incidenza delle malattie più diffuse nel mondo, le più letali, quelle cioè che sottraggono alla vita anni preziosi. Studi realizzati sull'argomento rivelano che negli ultimi 20 anni, grazie al progresso della ricerca e della medicina, l'indicatore di tali malattie volge verso valori più bassi. Più nello specifico emerge che l'aspettativa di vita sia maschile che femminile è salita e così anche il livello della qualità della vita dei pazienti. Questo dato assume un significato particolare in ambito di disabilità intesa in senso generale. Infatti, numerosi avanzamenti sono stati registrati sia nel caso di disabilità motorie dovute a malattie neurodegenerative sia nell'ambito di quelle affezioni che attaccano le abilità intellettive o i sensi.

La vera svolta è avvenuta a partire dal momento in cui la scienza medica si è aperta a nuovi scenari e ha iniziato a servirsi di strumenti tecnologici molto sofisticati nelle terapie curative. In questo senso è stato fatto molto e con l’avvento delle tecnologie digitali, poi, si è riusciti a raggiungere obiettivi che apparivano irraggiungibili fino a qualche anno fa.

Essere disabili quindi oggi non significa più rimanere esclusi da attività di tipo sociale, lavorativo o sportivo, al contrario il progresso medico-tecnologico muove verso una dimensione inclusiva, protesa cioè a creare opportunità anche per i disabili.

Nell'ambito ad esempio della sclerosi laterale amiotrofica, malattia neuro-degenerativa che provoca nel peggiore dei casi la paralisi, sono stati introdotti dei dispositivi che hanno migliorato le condizioni di vita dei pazienti rendendo possibile lo svolgimento di una serie di attività del quotidiano, prima fra tutte la comunicazione. Parliamo dei sintetizzatori vocali a cui in questi anni si stanno apportando delle migliorie. Il futuro di questi dispositivi è proiettato verso i cosiddetti software predittivi, capaci cioè di prevedere quello che la persona connessa al dispositivo intende dire, riducendo di parecchio i tempi di reazione.

Al peggiorare delle condizioni di salute, il paziente dovrà scrivere solo circa il 10% di una parola, dopodiché sarà il software ad anticipare una serie di parole tra le quali scegliere quella corretta.
Lo sviluppo di innovativi dispositivi di vario tipo destinati ai disabili e la loro relativa applicazione hanno dato vita a una nuova disciplina, che viene oggi indicata col nome di Ingegneria della Riabilitazione.

Nella riabilitazione medica l'utilizzo delle moderne tecnologie consente di rendere più mirato ed efficace l'intervento medico puntando sulle capacità residue del disabile fino a raggiungere l'eventuale completo recupero o riducendo le difficoltà appartenenti al mondo esterno ottimizzando l'ambiente alle esigenze del disabile. Due recenti pubblicazioni scientifiche hanno poi riportato al centro del dibattito i risultati sulla sicurezza e l’efficacia a lungo temine di un anticorpo monoclonale, l’alemtuzumab per il trattamento delle forme recidivanti remittenti di sclerosi multipla, malattia neurodegenerativa demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale. Da quanto emerso risulta che l'alemtuzumab può nello specifico ridurre i tassi di ricaduta, rallentare la progressione di disabilità e diminuire la formazione di nuove lesioni. Inoltre, è emerso che l'alemtuzumab può rallentare anche la perdita di volume del cervello, evento che colpisce tutti nell’invecchiamento ma nelle persone con sclerosi multipla procede ad una velocità notevole.

Un'altra patologia di cui risultano affetti circa cinque milioni di italiani e che nel lungo termine può degenerare in una condizione di disabilità pari o superiore al 50% è l'artrite reumatoide. Anche in questo senso si sono compiuti importanti passi avanti a dimostrazione del fatto che le scienze mediche muovono verso la direzione di terapie meno invasive e aggressive. Infatti, è notizia degli ultimi giorni che ora sarà possibile curare la malattia semplicemente con una pillola, la quale ha il potere di riuscire a bloccare o rallentare l’infiammazione in atto, e quindi la progressione del danno alle articolazioni, intervenendo su due enzimi che regolano i segnali delle proteine responsabili dell’infiammazione stessa. Gli studi clinici condotti sugli effetti di questo medicamento hanno mostrato che, sia nelle forme lievi sia in quelle gravi della malattia, ci sono considerevoli risultati positivi, con una riduzione importante dei sintomi già dalla prima settimana di trattamento. L'introduzione di questo farmaco rappresenta un traguardo importante, in quanto l'assunzione per via orale favorisce la gestione della malattia e l’aderenza alla terapia e quindi di prevenire un'eventuale disabilità di tipo motorio.

 

Nota: questo articolo non è stato redatto da professionisti; le informazioni qui presenti sono perlopiù ricavate da fonti sul web e sono riportate unicamente a scopo indicativo, si declina ogni responsabilità per eventuali errori e/o omissioni.

Novità! Arriva il letto rotante della serie Rotoflex®

Finalmente ci siamo! Possiamo oggi annunciare ufficialmente l'arrivo di una novità di grande spessore nel catalogo CST Montascale / Centaurus Rete Italia, stiamo parlando degli attesi LETTI ROTANTI della serie Rotoflex®, disponibili sia per l'utilizzo in abitazioni privati sia per i centri di assistenza.

I letti rotanti, o "letti girevoli" che dir si voglia, hanno avuto grande fortuna negli ultimi anni e sono oggi entrati a pieno titolo fra i prodotti più richiesti nel settore delle soluzioni per la mobilità.

Questi ausili sono in grado di offrire un aiuto significativo in molte situazioni di difficoltà motoria, sono sempre più diffusi e Rotoflex® è un marchio che rappresenta l'eccellenza in questo segmento specifico di mercato.

>>Scopri subito di più visitando la nostra sezione PRODOTTI - LETTI ROTANTI ROTOFLEX®<<

CST MONTASCALE presente al meeting nazionale di Centaurus Rete Italia con i migliori professionisti del settore

CST Montascale ha partecipato venerdì 23 marzo al meeting nazionale organizzato dal gruppo Centaurus Rete Italia, dove si è parlato di montascale, elevatori, soluzioni per la mobilità, e delle moltissime novità che stanno attraversando il nostro settore sotto la spinta favorevole di una sempre maggiore sensibilità sociale verso i temi riguardanti l'abbattimento delle barriere architettoniche e una sempre maggiore evoluzione tecnica dovuta agli importanti progressi della meccatronica.

Il meeting è durato un'intera giornata che è stata ricca di eventi ed è stata soprattutto un'occasione unica per confrontarsi con i migliori esperti del settore convenuti da ogni parte d'Italia.

View the embedded image gallery online at:
https://www.cstmontascale.it/news-blog#sigProId3cd3390424

Affrontare la disabilità motoria: non perdersi d'animo e scoprire che la vita ha tanto da offrire con o senza disabilità.

La disabilità motoria implica una diminuzione della mobilità di uno o più parti del corpo e può essere parziale o totale, il che rende difficile svolgere attività motorie convenzionali.

Le principali conseguenze che la disabilità motoria può generare sono molteplici, tra cui movimenti incontrollati, difficoltà di coordinazione, forza ridotta, linguaggio non intelligibile. 
Tra i fattori che causano la disabilità motoria, possiamo menzionare malattie infettive come la poliomelite, malattie virali come la sindrome di Guillain Barré, o reumatiche come l'artrite reumatoide, oppure disfunzioni neurologiche che provocano malformazioni artero-venose nel midollo o nel cervello o paralisi cerebrale oppure traumi violenti come trauma cranici o lesioni spinali. 

La disabilità può quindi essere congenita o sopravvenire nel corso della vita per le cause che abbiamo menzionato. Inoltre, non coinvolge solo il soggetto disabile ma anche se in modo diverso le persone che gli gravitano intorno.
Questo riguarda più da vicino i genitori del soggetto disabile, specie se il paziente in questione è ancora in età infantile o adolescenziale.
A seconda della gravità della disabilità sarà necessario predisporre una serie di misure volte a poter garantire al soggetto che ne è affetto una buona qualità della vita. In questo senso sarà di fondamentale importanza intraprendere un percorso riabilitativo per circoscrivere le disfunzioni in atto e soprattutto sarà essenziale imparare a gestire l'invalidità. Quanto a quest'ultimo punto si ritiene utile predisporre anche un intervento specialistico da parte di uno psicoterapeuta o uno psicologo che possa aiutare il paziente a mitigare le sofferenze provocate da quella che può essere una nuova condizione di vita o, nel caso la disabilità fosse presente sin dalla nascita per poter offrire all'individuo una serie di strumenti utili a contrastare eventuali interferenze che provengono dal mondo esterno intaccando il suo benessere emotivo.
Siamo consapevoli del fatto che l'argomento disabilità faccia immediatamente venire in mente ostacoli insormontabili ma il messaggio che ci preme trasmettere è un messaggio di speranza, un invito a godere della vita anche quando questa ci colpisce. I progressi della medicina unitamente allo sviluppo di nuove terapie e l'imperversare di tecnologie all'avanguardia hanno dato il via a una rivoluzione che punta proprio a garantire una qualità di vita sensibilmente migliorata alle persone affette da qualsiasi tipo di disabilità. Si tratta di un cammino lungo ma inarrestabile, il mondo hi-tech e quello della medicina insieme stanno trovando la chiave per superare la disabilità, attingendo a nuove risorse e a tutta la propria forza interiore.
Anche la società deve fare la sua parte a cominciare dalle scuole e dalle istituzioni. Tutti dobbiamo essere protesi verso una dimensione inclusiva dove la disabilità non venga concepita causa d'isolamento ed emarginazione. È la vita che ci impone di non arrenderci, la vita chiede a tutti di andare avanti e nessuno può sottrarsi a questo richiamo. Solo vivendo giorno dopo giorno sarà possibile scoprire cos'altro il destino ci riserva tra sorprese ed eventi che possono cambiare il corso delle cose.
Da qualche tempo si sente parlare sempre più spesso non solo di ausili tradizionali quali i montascale o le piattaforme elevatrici, bensì anche di nuovissimi progetti ultra-tecnologici come gli esoscheletri, sofisticati apparati figli di una tecnologia futurista in grado di migliorare funzionalità fisiche compromesse e aggirare gli impedimenti della disabilità. Si tratta di una macchina atta a ricevere gli stimoli dal cervello, il quale trasmette i segnali nervosi ai muscoli attivando i movimenti sotto forma di segnali bioelettrici. Alla base vi è un processore Intel che elabora gli input eseguendo il movimento ed applicando il livello di potenza richiesto in tempo reale.
Il preciso momento storico che stiamo vivendo lascia presagire davvero grandi cose e chiunque sia affetto da disabilità motoria può cominciare a convincersi che niente sia impossibile, la lista dei desideri va alimentata con traguardi nuovi, occorre alzare l'asticella e superare i propri limiti.
Serve rivoluzionare il proprio modo di pensare, fissare un obiettivo o dei micro obiettivi e impegnarsi a raggiungerli. Cosa vi piace? Scrivere, fare passeggiate, fare sport, viaggiare? Tutte queste cose insieme? Bene, cominciate allora con il prendere un foglio bianco, annotate i vostri progetti, uscite, circondatevi di gente, andate a una mostra, pianificate una vacanza, iscrivetevi a un corso di ginnastica specifico per le vostre esigenze, fate tutto ciò di cui avete voglia.
È impossibile pensare di svolgere una terapia che vada ad alleviare dolori o a migliorare le articolazioni, a riabilitare determinate attività motorie escludendo la cura del proprio stato d'animo, è quello il motore di tutto, basterà azionare la modalità della forza di fare e agire e tutto sembrerà più fattibile. Non stiamo dicendo che non sia complicato, non vogliamo assolutamente ridimensionare le difficoltà implicite di una condizione di disabilità, vogliamo solo infondere coraggio e chiedere se non è vero che a volte sono i nostri limiti ad incollarci sulla sedia, a renderci immobili e passivi. Allora tentare deve essere il principio guida di questo cammino verso una rinnovata felicità, un cammino che pian piano diventa più corto e che siamo certi costellerà la vita di nuove e gratificanti soddisfazioni.

Il montascale per l'anziano: simbolo della gioventù perduta o della libertà ritrovata? Quando i risvolti psicologici frenano l'acquisto di un valido ausilio.

Affrontare il cambiamento

La terza età, come ogni fase dell'esistenza, porta con sé cambiamenti piccoli e grandi. Da una parte la saggezza e le gioie dei momenti più sereni, dall'altra qualche acciacco dato dal passare del tempo. Maggiore tempo per godere dei propri affetti, ma anche un corpo che non regge più gli sforzi come una volta. Non sempre è facile affrontare con coraggio i cambiamenti fisici dettati dall'avanzare dell'età, specialmente quando l'accettazione si traduce nella necessità di accogliere nella propria vita interventi concreti, visibili anche agli altri. Quando subentrano necessità dettate da ridotta mobilità fisica, per esempio, potrebbe essere opportuno affidarsi ad ausili e sostegni meccanici che potrebbero migliorare sensibilmente la qualità del quotidiano. Gradini che non si era più capaci di salire da soli potrebbero non rappresentare più un problema, per esempio, grazie all'installazione di un semplice montascale, che accompagni la persona disabile o affaticata fino al piano superiore, eliminando ogni sforzo e in tutta sicurezza. Perché, allora, porre un argine a un cambiamento che potrebbe restituire la libertà di muoversi in totale autonomia? La risposta è semplice: quello strumento, in alcuni casi indispensabile, può trasformarsi agli occhi di chi non può farne a meno nel simbolo della perduta giovinezza. 

Ritrovare la libertà di muoversi da soli

La delicatezza del ruolo che gli ausili per la mobilità ricoprono nella vita di molte persone ha spinto i professionisti del settore a una continua ricerca. L'impegno, oggi, non è solo quello di trovare soluzioni sempre più efficienti per abbattere le barriere architettoniche, ma anche di ideare strumenti confortevoli e belli da vedere. L'idea, insomma, è che ogni prodotto si debba inserire nella vita dell'utente in piena armonia con i suoi gusti e le sue effettive necessità. La parola d'ordine è ''discrezione'': gli ausili più moderni si adattano alla vita del fruitore mettendosi al servizio del suo benessere, senza occupare mai più spazio del necessario. Ecco, quindi, che i montascale di ultima generazione si fanno piccoli e silenziosi, oltre che caratterizzati da design pensati per impreziosire l'ambiente in cui sono collocati. Chi ha detto che una poltrona mobile non possa essere anche un complemento d'arredo di buon gusto? Migliorando la qualità della vita e il valore della casa a tutto tondo, questi supporti si trasformano così in alleati per il benessere ai quali sarà difficile rinunciare. Da simbolo della perduta giovinezza, i prodotti dedicati a migliorare la mobilità possono così trasformarsi in uno strumento di ritrovata libertà.

Muoversi in autonomia, proprio come una volta

Abbattere le barriere strutturali significa aumentare il valore di un'abitazione e migliorare la qualità della propria vita. Per questo, quando la mobilità si riduce e muoversi all'interno dell'ambiente domestico diventa un problema, gli ausili tecnologici a sostegno della deambulazione possono essere la risposta più adatta. Anche quando l'idea di avvalersi di un supporto per camminare e spostarsi rappresenta un ostacolo psicologico, il recupero della propria autonomia di movimento avverrà in maniera semplice e naturale. L'installazione di questi strumenti, come le poltrone montascale e ascensori, ripristina in poco tempo la possibilità dell'anziano di vivere in autonomia all'interno di qualsiasi spazio, infondendo nuova fiducia nelle proprie capacità. Se un tempo si concepivano le barriere architettoniche come un ostacolo insormontabile per disabili e soggetti a ridotta mobilità, oggi non sono più un problema: gli spazi possono modellarsi facilmente secondo le esigenze di chi li vive, senza creare imbarazzo. Anche chi aveva perduto la possibilità di vivere in autonomia, così, potrà recuperare l'indipendenza servendosi di strumenti sicuri e confortevoli. Il funzionamento dei montascale di ultima generazione, fluido e silenzioso, potrà accompagnare l'anziano da un piano all'altro della propria casa sostenendone il corpo durante tutto il percorso. La nuova concezione di questi apparecchi - che sul piano estetico non hanno ormai nulla da invidiare ai più raffinati oggetti d'arredo - sarà capace di abbellire con discrezione la stanza in cui sono posizionati, lasciando all'utente il solo piacere di un'esperienza d'uso facile e intuitiva.

APPROFONDIMENTO TEMATICO: disabilità ieri e oggi, un secolo di innovazioni tecnologiche e culturali che hanno migliorato la vita delle persone disabili.

La vita delle persone disabili negli ultimi anni ha ricevuto un notevole miglioramento e il merito di questa nuova situazione è della tecnologia che è venuta in ausilio all'essere umano, favorendo la mobilità e contribuendo al superamento delle barriere.

Oggi il disabile è mediamente più indipendente, più libero dalla necessaria assistenza che fino a qualche anno fa era imposta dalla sua stessa condizione fisica: le innovazioni tecnologiche, il cambio della mentalità e della cultura della gente, le stesse normative istituzionali, hanno favorito un progresso continuo finalizzato a rendere la vita del portatore di handicap più semplice e funzionale.

La disabilità ieri

Storicamente il disabile ha sempre avuto bisogno di qualcuno per potersi organizzare, per muoversi, lavorare. La mancanza di idee innovative sotto l'aspetto pratico portava la persona a convivere con le proprie difficoltà, quasi isolandolo dalla società e facendolo sentire diverso dagli altri sul piano culturale e operativo.
Si pensi alla meccanica delle prime sedie a rotelle e alla loro struttura: grandi, pesanti, macchinose da trasportare e poco pratiche. Col tempo sono state proposte carrozzine più leggere, pieghevoli, realizzate con nuovi materiali come l'alluminio, il carbonio, la plastica e il silicone. Queste novità hanno contribuito non poco ad abbattere molte barriere culturali soprattutto perché permettevano alla persona in difficoltà di essere più mobile, di recarsi in spiaggia senza che altri dovessero fare enormi sforzi fisici per trasportare il disabile e la sua carrozzella.
Decenni addietro lavare una persona anziana o con palesi difficoltà motorie era una vera e propria impresa che comportava anche diversi sforzi fisici e mentali: spesso erano necessarie più persone e spazi più grandi per aver agio nelle movimentazioni.
A metà del secolo scorso pensare di salire le scale per un malato grave era impensabile e questa condizione, anche a livello sociale era fortemente penalizzante. Un chiaro esempio erano le scuole, dove spesso le persone con un handicap erano messe a parte perché era per loro impossibile accedere a determinante aule o laboratori.
Per un disabile la comunicazione rappresenta un aspetto determinante e spesso il problema che affligge la persona coinvolge proprio tale funzione. Fino a qualche anno fa era talvolta impossibile comunicare con un disabile qualora la disabilità affliggesse anche l'apparato fonatorio, e la persona si manifestava con versi e suoni spesso incomprensibili. Una richiesta di impellente urgenza, oppure un bisogno imminente, poteva non esser capita e creare ancor più disagio.
Si provi a pensare ad una disabilità dovuta alla sordità o alla cecità: le tecnologie del tempo in materia, seppur rudimentali, davano qualche spiraglio di speranza ai soggetti colpiti, ma l'handicap non veniva certo cancellato.

La disabilità oggi

Tutto quanto espresso nel paragrafo sopra oggi è mutato, registrando un notevole miglioramento delle condizioni di vita grazie alle innovazioni tecnologiche e alle loro applicazioni, che nel corso degli ultimi decenni si sono proposte in maniera determinante e incisiva, contribuendo non poco al mutamento dell'aspetto culturale.
Oggi il disabile è posto nelle condizioni di poter reggere il confronto con le persone normalmente dotate, grazie a strumenti in grado di sopperire alle barriere architettoniche presenti ma anche alla loro disabilità.
Le protesi, mero frutto della ricerca tecnologica spinta, permettono di compiere vere e proprie imprese sportive, ma fino a qualche anno orsono questa soluzione era considerata pura fantascienza o riservata solo a pochi.
Anche lo sviluppo delle carrozzelle ha portato il disabile ad un maggior grado di indipendenza: nuovi materiali ma anche novità dal punto di vista della movimentazione. Oggi non è più richiesto il contributo in spinta di un'altra persona, ma grazie alla movimentazione elettrica comandata da un piccolissimo joypad o da una pulsantiera, il portatore di handicap è capace di organizzare in autonomia gli spostamenti anche in città.
Montascale, elevatori, scale mobili sono innovazioni che hanno consentito l'abbattimento delle barriere architettoniche, consentendo, anche in luoghi pubblici, una maggiore integrazione sociale della persona, a partire dagli edifici scolastici.
Anche in ambito comunicativo la tecnologia ha portato a risultati strabilianti negli ultimi tempo. Oggi chi ha difficoltà ad esprimersi, lo può fare meglio con lo sguardo grazie all'impiego di tablet e sistemi elettronici molto speciali che solo in questi ultimi anni hanno visto la luce, interagendo con il viso del soggetto.
Oggi una persona cieca o sorda può ricevere un contributo determinante dalla tecnologia, la quale consente anche di recuperare parte della vista e buona parte dell'udito (in alcuni casi interamente).
Disabilità significa anche questo e non necessariamente difficoltà motorie. La ricerca continua, gli studi, i test e gli sviluppi ulteriori vengono svolti anche con questo orientamento.

Conclusioni

Se la disabilità ieri era molto condizionante, costringendo la persona a convivere per la vita con un determinato stato psico fisico, oggi non è più così e la persona può evolvere e migliorare il proprio stato socio-culturale per merito del progresso tecnologico che agisce con il preciso obiettivo di migliorare la vita alle persone. Scoperte in ambito elettronico, così come nei materiali, facilitano anche un cambiamento radicale della mentalità e della cultura. Anche se non ancora totalmente avvenuto, gli sviluppi successivi porteranno sempre più ad avere una condizione sociale e fisica sempre più simile alle persone normodotate, riducendo le diversità e le capacità fisiche e mentali che sono state coinvolte nella disabilità.

Piattaforme elevatrici per disabili: superare le barriere in carrozzina.

Sin dall'introduzione del decreto ministeriale del 1989, per garantire l'accessibilità ai pubblici edifici per persone con ridotta mobilità o disabilità varie, è emersa la problematica del come adattare costruzioni spesso risalenti a molto tempo fa alle necessità che oggi, fortunatamente, appaiono più urgenti.

Tutte quelle che sono le nuove costruzioni in ambito pubblico (scuole, uffici ecc.) avvengono oggi secondo criteri che facilitano l'accesso a tutti i cittadini, studiando con particolare attenzione delle soluzioni che possano, il più possibile, rispettare ogni esigenza. Per quanto concerne invece tutte le costruzioni che risalgono a molti anni fa, ovviamente, non è possibile ricorrere a posteriori ad accortezze progettuali ma, in compenso, sono emerse soluzioni ausiliari e di costo più o meno contenuto per facilitare qualsiasi necessità e favorire l'accessibilità, ed essere quindi a norma di legge. 

Una delle soluzioni sicuramente più diffuse e rinomate sono le piattaforme elevatrici: si tratta di dispositivi automatici che permettono il superamento di dislivelli di diversa natura per persone disabili o con ridotta mobilità. Ovviamente questi mezzi possono essere utilizzati sia in contesti pubblici che residenziali e hanno caratteristiche intriseche e di progettazione che si adattano al contesto d'uso. 
Basti pensare ad una persona sulla sedia a rotelle e alle difficoltà che possa incontrare in quello che sembra un gesto semplice e quotidiano come andare a fare la spesa, se si trova ad abitare in un complesso residenziale dotato di scale ma non di ausili elevatori

Piattaforme elevatrici e montascale a pedana: una soluzione che può risolvere necessità di tipo diverso.

Parlando di elevatori per disabili molto spesso i clienti ci chiedono quale sia la differenza sostanziale fra una piattaforma elevatrice ed un montascale a pedana. Volendo semplificare al massimo il discorso, possiamo certamente dire che la principale diversità fra questi due ausili per la mobilità consiste nel fatto che la piattaforma elevatrice per disabili ha un movimento in verticale (un po' come una sorta di mini-ascensore), mentre il montascale a pedana o montascale a piattaforma che dir si voglia è progettato per salire e scendere le scale in obliquo; simile concettualmente al classico montascale per anziani, il montascale per disabili ha tuttavia una pedana anziché una poltroncina, progettata per consentire alla persona di salire con la sedia a rotelle ed essere quindi trasportata al piano desiderato mentre la piattaforma grazie al gruppo di trazione si sposta in obliquo seguendo l'andamento della scala lungo una guida apposita.

Tutte queste soluzioni, al di là di quanto possa essere più o meno significativa la spesa iniziale per l'installazione a seconda di tipologie e modelli, rappresentano una vantaggiosa e comoda necessità, e come tale è sempre opportuno scegliere modelli che garantiscano si l'accessibilità ma nella massima sicurezza e nel rispetto delle norme europee, nonché di quelle italiane, in particolare per evitare sprechi o danni alle persone che ne usufruiscono. 
La facilità di accesso e il superamento delle barriere architettoniche in ogni tipo di contesto sono degli step fondamentali per garantire, de facto, uguaglianza di diritti e una vita più semplice ad ogni individuo.

Montascale per anziani: un valido aiuto per ritrovare l'autonomia in casa propria

APPROFONDIMENTO TEMATICO

Viviamo in un mondo che, con molta lentezza ma in maniera costante, sta cercando di abbattere le barriere architettoniche che impediscono agli individui con capacità motoria ridotta o limitata di muoversi agevolmente. Tra queste, le scale rappresentano senz’altro uno degli ostacoli maggiori per gli anziani. La perdita dei riflessi, i dolori alle articolazioni, l’insorgenza delle patologie, possono rendere quella che, un tempo, era una normalissima e banale attività come il salire o lo scendere le scale, un notevole rischio. La soluzione c’è: numerose aziende da anni si sono specializzate nella produzione di montascale sia da interni che da esterni, capaci di ridare l’indipendenza alle persone anziane. Si tratta di prodotti altamente efficienti, capaci di venire incontro non solo alle esigenze motorie della persona e al suo stato di salute, ma anche di coniugarsi alla perfezione con l’arredamento e l’architettura della casa.
Ma come fare per scegliere il montascale giusto, tra le molte tipologie esistenti? Il primo e, probabilmente, più noto modello, è l’impianto di servoscale definito a poltrona. Si tratta di un accessorio particolarmente funzionale e confortevole per chi lo utilizza. La seduta è comoda, il montascale ha una velocità molto bassa e, nel complesso, risulta essere assolutamente sicuro, anche grazie anche ai braccioli di cui è dotato. Le fasi di discesa e salita sono perfettamente controllate tramite un telecomando, mentre il sistema può essere attivato o spento grazie a una chiave. Un modello estremamente pratico e poco ingombrante, che avrà la caratteristica ulteriore di poter essere installato senza troppe difficoltà su qualsiasi tipo di scala, sia che si tratti di una normale rampa diritta, che una curva o, addirittura, a chiocciola. Tuttavia, soprattutto in considerazione del fatto che, spesso, le scale interne sono molto strette, sarà bene far visionare la rampa in questione in fase di preventivo.
Per gli anziani in sedia a rotelle, invece, occorrerà pensare soluzioni differenti, come un impianto dotato di pedana. Il principio, in questo caso, è quello di sfruttare una piattaforma capace di elevarsi con tutta la carrozzina. La sicurezza sarà garantita dalla possibilità di reggersi ad una guida apposita e alla presenza di spalliere, nonché altri dispositivi che saranno in grado di bloccare immediatamente il meccanismo per evitare attivazioni accidentali. Un terzo modello di servoscale, è quello con ruote. Facilissimo da montare e da smontare, è indicato per limitazioni motore temporanee.
Come si evince chiaramente, la scelta del montascale giusto non può tenere conto solamente delle esigenze dell’anziano, ma deve anche coniugarsi in maniera perfetta all’ambiente dove verrà installato. Per questa ragione, grande importanza ha la tipologia di rampa di scale su cui sarà montato il servoscala. La tecnologia degli ultimi anni, è riuscita a produrre modelli efficienti e funzionali perfettamente in grado di adeguarsi anche alle scale curve grazie alle molte personalizzazioni possibili. I montascale sono installati non solamente all’interno di villette e case private dotate di scale, ma anche presso i condomini, laddove uno degli inquilini manifesti tale necessità. Il montaggio è estremamente rapido e si risolve in poche ore, al termine delle quali viene effettuato un collaudo che certificherà il perfetto funzionamento dell’impianto. La sicurezza, in caso di improvviso blackout, è garantita dalla presenza di una batteria. Più in generale, la velocità bassissima e la presenza della guida, facilitano l’anziano. L'intero impianto occupa pochissimo spazio e non ingombra né risulta essere invasivo.
Se è impossibile trovare svantaggi causati dall'installazione di un montascale, i benefici apportati, invece, sono davvero moltissimi: primo tra tutti, la possibilità, per l’anziano, di recuperare la sua indipendenza motoria in totale sicurezza. Le attuali normative che prevedono l’abbattimento di quelle che sono considerate barriere architettoniche, inoltre, hanno predisposto la possibilità di usufruire di notevoli detrazioni in fase di dichiarazione dei redditi. Queste permettono di abbattere in maniera consistente il costo derivante dall’installazione di un montascale. L’importante, sarà essere muniti di regolare fattura ed aver versato la somma richiesta tramite un bonifico bancario. A livello locale, inoltre, Regioni e Comuni si sono attivati da tempo per stabilire dei fondi volti a favorire il superamento delle barriere architettoniche. Basterà informarsi presso gli organi competenti per poter ottenere di anno in anno informazioni specifiche in merito. Installare un montascale, è un modo per riappropriarsi della propria vita e indipendenza grazie ad una tecnologia sicura, efficiente e garantita. Il costo del montaggio e dell’acquisto viene assorbito in virtù delle importanti detrazioni di cui è possibile usufruire, ma questo aspetto appare secondario, se si pensa all’enorme libertà che un macchinario come il servoscala è in grado di donare, anche in termini di sicurezza. Le piccole, banali attività che sembravano ormai irrimediabilmente precluse, possono tornare ad essere svolte grazie ad un semplice e funzionale ritrovato tecnologico. L'attenzione profusa dalle aziende costruttrici nella costruzione di prodotti da interni, inoltre, strizza l'occhio ad un design ricercato e accattivante, capace di integrarsi perfettamente per colore e stile con l'arredamento e lo stile dell'appartamento dove andrà installato. Questa cura del dettaglio, che potrebbe sembrare irrilevante, rappresenta invece meglio di altri aspetti l'interesse e la dedizione che vengono profuse nella progettazione di un montascale.

"Montacarichi per disabili": la piattaforma elevatrice

Il montacarichi per disabili: una definizione comune ma impropria, vediamo perché

Capita molto spesso che qualche persona ci chiami per avere maggiori informazioni sui "MONTACARICHI PER DISABILI", intendendo con tutta evidenza riferirsi, con il termine montacarichi, alla classica piattaforma elevatrice per disabili.

Poiché il termine montacarichi per disabili è abbastanza diffuso nell'uso comune e lo sentiamo pronunciare spesso, desideriamo approfittare del nostro blog per illustrare alcuni concetti importanti riguardo a questo tipo di ausili per la mobilità, e in particolare vorremmo spiegare alcune fondamentali nozioni sull'uso e la destinazione delle piattaforme elevatrici per disabili.

Il fatto che la piattaforma per disabili venga spesso definita come montacarichi per disabili è del tutto comprensibile, infatti la maggior parte delle piattaforme elevatrici sul mercato assomigliano moltissimo a livello visivo ai comuni montacarichi. I montacarichi, per chi non lo sapesse, sono apparecchiature, di solito d'uso industriale, che come dice il nome stesso servono a caricare degli oggetti, dei carichi appunto, su una piattaforma, la quale poi è in grado di salire e scendere per portare i carichi al piano desiderato.

Ovviamente la somiglianza si ferma molto spesso all'aspetto: una piattaforma elevatrice per disabili e un montacarichi sono due cose diversissime. Qualche lettore potrà sorridere pensando che stiamo dicendo cose banali, ovvero delle ovvietà, ma se dedichiamo addirittura un articolo all'argomento è perché l'argomento poi così banale non è: molto spesso ad esempio capita che le persone ci chiedano se la piattaforma elevatrice per disabili possa essere usata anche per trasportare dei carichi, proprio come fosse appunto un montacarichi. La risposta più corretta,senza tanti giri di parole, è semplicemente un NO: la piattaforma per disabili è progettata per il trasporto di persone, non di carichi, ed è quindi una piattaforma elevatrice per disabili e non un "montacarichi". A voler essere pignoli, la definizione "montacarichi per disabili" in realtà è sbagliata anche proprio semplicemente dal punto di vista logico-grammaticale: il termine "montacarichi" ha insito nel termine stesso il concetto di trasporto di carichi, intesi perlopiù come oggetti, quindi il successivo "per disabili" contraddice la prima definizione rendendo evidente l'improprietà dell'intera espressione.

Occorre dunque spiegare con chiarezza questo concetto: la piattaforma elevatrice per disabili è un ausilio per la mobilità destinato all'uso da parte di persone disabili, ed è progettato per consentire alla persona disabile di salire sulla piattaforma con la sedia a rotelle, trasportandola dunque al piano desiderato senza che essa debba abbandonare la carrozzina durante il trasferimento di piano. Esistono molti tipi di piattaforme, a volte progettate per superare piccoli dislivelli, a volte interi piani, con distanze percorribili in altezza che possono andare dai pochi centimetri fino a diversi metri. L'elemento comune che rende queste apparecchiature comunque tutte definibili come piattaforma elevatrice per disabili è appunto però il fatto che sono progettate, studiate e immesse sul mercato con lo specifico compito di trasportare persone, non carichi, e non sono quindi dei montacarichi: la definizione di montacarichi per disabili, sebbene molto comune, è quindi impropria.

HAI FRETTA?

VEDI SUBITO I PREZZI!